Speriamo che me la cavo


Seconda rivoluzione industriale

La prima fase della rivoluzione industriale ( fine 700/ inizio 800) è caratterizzata dalla prevalenza del settore tessile, dall’impiego di macchine poco complesse,costruite artigianalmente e fatte in gran parte di legno, dalla presenza di industrie ancora piccole, gestite dagli stessi padroni. 

La seconda fase della rivoluzione industriale (1830/1870) è caratterizzata dalle grandi industrie, le massicce accumulazioni di capitali, il decollo della siderurgia e in generale dell’industria pesante. La rivoluzione dei trasporti. La diffusione delle società per azioni, la separazione fra la proprietà e la gestione. 
 

La terza fase coincide con l’era del petrolio che all’inizio viene usato solo per l’illuminazione e per il riscaldamento o per i lubrificanti.La benzina considerata inutile e pericolosa per la sua estrema infiammabilità, diventa,invece, importante quando inizia la massiccia produzione di automobili e di motori a scoppio.
Il carbone resta ancora la fonte dominante di energia ma grazie all’invenzione della turbina idraulica si cominciano a sfruttare le  cadute di acqua per produrre energia.
La chimica compie enormi progressi sia nella produzione di fertilizzanti, di colori e di esplosivi, sia nel trattamento di materiali tradizionali e nella preparazione di nuove leghe.
Le innovazioni nel campo della siderurgia grazie all’adozione dei forni di Martin e del metodo Thomas  rendono più veloci ed economici i processi produttivi.(forni di Martin ottenne l’acciaio fondendo anche rottami di ferro)(Thomas mise a punto e brevettò  nel 1879un processo che,eleminando l’acido fosforico, permetteva di ottenere l’acciaio anche dalla fusione di minerali di ferro fosforosi.)
La trasmissione di notizie viene enormente facilitata e resa ultra rapida dall’invenzione del telefono  e del telegrafo senza fili, antecedente della radio(Guglielmo Marconi). (Edison: il microfono,il fonografo,la lampada a incandescenza)(I Lumiére : il cinematografo).


Al crescere dell’industria corrisponde un’accumulazione sempre più vasta di capitali e un aumento della potenza delle banche.Quando i capitali finanziari non trovano più occasione d’impiego conveniente in un determinato paese, vengono trasferiti nei paesi più arretrati, dove abbondano manodopera e materie prime a buon mercato e dove pertanto la speranza di conseguire alti profitti è maggiore.